martedì , 22 agosto 2017
Lo sai che....

I 5 problemi che si possono risolvere con la musica

reu_rtr2mvvl_web.900x600

La musica ci accompagna ovunque, e ci può aiutare nelle diverse situazioni.

La musica può “caricarci”, consolarci, tenerci allegri. Ma può trovare anche diverse applicazioni scientifiche, perché agisce sulle zone più remote e primitive del nostro cervello.

Ecco le 5 più curiose,

Con le nascite premature la musica può costituire un dolce sottofondo per i lunghi soggiorni a cui sono costretti i bebè nati prima del termine. Ricercatori canadesi hanno osservato che far ascoltare musica a neonati prematuri aiuta i piccoli a sopportare meglio il dolore e incoraggia migliori abitudini alimentari, favorendo l’aumento di peso. I generi preferiti? La musica classica e suoni che ricordino il battito cardiaco della madre e i rumori ovattati dell’interno dell’utero: questi ultimi favorirebbero il sonno nei piccoli in ospedale.

Anche le piante possono beneficiare della musica. La musica incoraggerebbe la crescita delle piante. Almeno è quello che sostengono alcune teorie raccolte in un volume del 1973, intitolato The Sound of Music and Plants, scritto dalla professoressa universitaria del Colorado Dorothy Retallack. In uno dei suoi esperimenti, Retallack fece ascoltare a due gruppi identici di piante due diversi generi musicali: musica rock e musica lounge di sottofondo. Dopo 2 settimane, le piante che avevano ascoltato musica rock apparivano cresciute, ma curve e con le foglie cupe e ingiallite, lontane dagli altoparlanti. Le piante del secondo gruppo erano cresciute in modo uniforme e apparivano verdi e rigogliose, quasi protese verso la fonte musicale.

Potrebbe anche aiutare per le lesioni cerebrali, la musica è un importante strumento di riabilitazione cognitiva per chi ha subito lesioni cerebrali o chi affronta le conseguenze di malattie neurodegenerative. L’ascolto della musica preferita può migliorare l’umore e la collaborazione di pazienti colpiti da ictus; stimolazioni ritmiche sonore possono aiutare nel recupero di alcune funzioni linguistiche e sonore. Nei pazienti con Parkinson, servono da coaudiuvanti negli esercizi volti al recupero dell’equilibrio.

Funziona anche come collante o repellente, La musica funziona da catalizzatore sociale, regalando un’identità comune a molti gruppi di giovani. Questo è noto da tempo, ma forse non tutti sanno che può sortire anche l’effetto opposto: può anche allontanare dai luoghi in cui risuona chi non apprezza quel tipo di melodia. Lo sanno bene alcuni negozi eleganti, biblioteche silenziose e hall degli alberghi che attraverso la musica classica allontanano la clientela indesiderata (per esempio un audience troppo giovane che non sempre gradisce il genere). Quando il cervello ascolta qualcosa che non apprezza, inibisce la produzione di dopamina, un ormone che ci fa sentire appagati. Così, si andrà a cercare altrove melodie che ci facciano stare bene.

E il cuore a pezzi,  e non ci riferiamo alle pene d’amore, ma alle patologie cardiache. È stato dimostrato che una musica rilassante può risultare utile nella convalescenza di pazienti che hanno subito operazioni cardiache o sono reduci da infarto, perché abbassa la pressione sanguigna, riduce il battito cardiaco e aiuta a ridurre l’ansia. Una musica allegra e dinamica, specie se gradita, fa espandere i vasi e intensifica la circolazione del sangue, favorendo la salute del cuore.

Non è finita qua perchè ce ne saranno altri!