sabato , 20 ottobre 2018
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La musica di Beethoven veniva dettata dal suo cuore?

beethovenBeethoven è stato un grande, immenso compositore. Tuttavia, fin dalla più tenera età ha dovuto lottare contro patologie pù o meno gravi. Secondo alcuni studiosi, però, la sua bellissima musica veniva dettata dal cuore. E con questo non si intende che arrivava dal suo amore per l’arte (anche, per carità), ma alcune opere potrebbero essere state scritte seguendo le proprie aritmie cardiache.

Tre ricercatori americani (un musicologo, un cardiologo e uno storico della medicina) della University of Michigan e della University of Washington avrebbero analizzato alcune sue opere scoprendo, quindi, questa strana analogia.  Da tempo sappiamo che il musicista soffriva di varie malattie, quali la cirrosi epatica, l’asma, la sindrome del colon irritabile e anche la sordità.

Tutte malattie presunte, si intende, proprio come quella analizzata. Il sospetto è venuto ascoltando l’Opus 81a, la sonata per pianoforte n.26. Dall’ascolto si può evincere come il movimento di apertura sia caratterizzato da pause importanti e da un ritmo galoppante e sincopato. Queste ricordano molto le extrasistoli, ovvero il movimento che avviene quando il cuore ha un battito “in anticipo”, spesso seguito da una pausa.

Nel nuovo studio, pubblicato sulla rivista Perspectives in Biology and Medicine, vengono analizzate altre composizioni di Beethoven: il quinto movimento, la Cavatina ad esempio, del Quartetto per archi n. 13 in Si bemolle maggiore Opus 130, mostra un improvviso cambiamento di ritmo a metà della partitura.

Dagli scritti emerse una nota piuttosto singolare: Beethoven, infatti, ha annotato questa sezione con la parola tedesca “beklemmt”, che tradotto significa “con il cuore pesante”. Tuttavia, questa annotazione potrebbe significare una sensazione fisica in cui manca il respiro, e non un’emozione suscitata dalla melodia.

Joel Howell, medico nonchè uno degli autori dello studio, ha spiegato: “Quando il cuore batte irregolarmente per una malattia, lo fa secondo schemi prevedibili. Ci sembra di sentire alcuni di questi stessi schemi nella musica di Beethoven”. Se così fosse, la malattia del compositore è stata un’eredità immensa per la nostra epoca.

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