martedì , 19 settembre 2017
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Le maschere veneziane: la Moretta e la Gnaga

morettaIl carnevale di Venezia è ufficialmente iniziato, e le maschere più belle hanno invaso le vie e la piazza di questa splendida città. L’origine del Carnevale di Venezia, però, è molto antica, proprio come le sue maschere più belle e tradizionali. Vi siete mai chiesti da dove arrivano quei volti finti così particolari? Ecco, a questo proposito, la storia e le origini della Moretta e della Gnaga,le due maschere più antiche di Venezia.

Una delle maschere più apprezzate, e ricercate, (soprattutto dalle donne) è quella della Moretta. Si tratta di un modello molto semplice, ma allo stesso tempo sofisticato e femminile: è una piccola maschera ovale in velluto scuro, che le donne amavano portare con un cappellino ed indumenti raffinati. Ciò che la differenzia (in modo sostanziale) dalle altre maschere veneziane tradizionali è il fatto di essere muta.

La moretta, infatti, era un tipo di maschera che si reggeva sul volto tenendo in bocca un bottone interno. Questa maschera ha origini francesi, ma si diffuse molto rapidamente a Venezia in quanto facilmente adattabile ai lineamenti femminili.

gnagaParlando di maschere veneziane, non possiamo non menzionare l’alter ego della Moretta, ovvero la Gnaga: veniva usata dagli uomini per impersonare figure femminili.Il suo successo fu immediato, ed ancora oggi è una delle maschere più ricercate per festeggiare il Carnevale.

Secondo la tradizione, il costume della Gnaga prevede di indossare i tipici abiti femminili, e una maschera con le sembianze di una gatta. Durante i festeggiamenti del Carnevale di Venezia, poi, questa maschera poteva essere arricchita aggiungendo una cesta sotto braccio (che solitamente conteneva un gattino).

Insomma, la Moretta e la Gnaga sono senza dubbio le due maschere veneziane più apprezzate ed originali. Ovviamente, con il passare del tempo, questi due semplici modelli hanno subito variazioni estetiche. In fondo, però, l’idea di utilizzare due maschere tipiche e tradizionali alletta ancora oggi tanti giovani. Come dar loro torto?