lunedì , 24 settembre 2018
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L’iniziativa di Libreriamo: “a Natale regaliamo un libro ai politici”

Quest’anno la classica lettera a Babbo Natale per ricevere il regalo forse è meglio spedirla direttamente a chi ci governa per richiedere esplicitamente ciò che si desidera. Questa è un’iniziativa che parte dai social network e dalla rete, grazie a Libreriamo ed il suo slogan è il seguente: “A Natale regaliamo un libro ai politici”. Tutti possono partecipare con un aforisma, una poesia, un qualche cosa di semplice scritta in modo educato sulle esigenze del paese, affinché la politica possa tenerne conto. E’ importante evitare volgarità, violenza e aggressività per non rischiare di comportarsi esattamente come la classe politica, che proprio non riesce a dare il buon esempio. Per partecipare basta collegarsi agli account twitter o facebook di Libreriamo e creare un post, se si vuole anche accompagnato da un’immagine. In questo modo si tenta di far arrivare alla politica un messaggio chiaro sui bisogni degli italiani. Tutti i post naturalmente saranno condivisi in rete. Il sociologo Saro Trovato, fondatore di Libreriamo, crede che questa iniziativa sia importante e valida perché chi ci governa non può non tener conto del pensiero dei cittadini. Oggi anche i politici sono presenti sui social network e, quindi, questo è un modo nuovo e diretto per far arrivare a loro il parere degli italiani. Il perché dell’iniziativa “A Natale regaliamo un libro ai politici” risiede nel fatto che nei libri ci sono le idee e l’esperienza per migliorare, crescere e uscire dalla crisi. Ciò che conta è essere educati, esprimere opinioni senza insulti, usare modi democratici per far diventare tanti messaggi un messaggio unico, forte e determinato. Questa iniziativa metterà sicuramente in risalto il problema della poca attenzione verso la cultura, dal momento che la politica pensa che i problemi siano sempre altri, mettendo da parte una delle risorse più importanti che l’Italia possiede: il suo patrimonio artistico e culturale. L’iniziativa vuole sottolineare la mancanza di un vero e proprio piano strategico capace di rilanciare le nostre meravigliose bellezze culturali.

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