martedì , 25 settembre 2018
Lo sai che....

Messaggio d’aiuto all’interno di un jeans

messaggio d'aiuto in un paio di pantaloni

Molto tempo fa, si lasciavano i messaggi d’aiuto o dei semplici bigliettini nelle bottiglie nel mare, ma ad oggi le richieste d’aiuto si possono trovare anche negli abiti che acquistiamo, soprattutto ad un prezzo low cost. Questa è la storia di una donna inglese che aveva appena acquistato un paio di pantaloni, di una catena di abbigliamento a basso prezzo a Belfat in Irlanda del Nord e, mentre li stava per provare, ha trovato al loro interno uno disperato messaggio di aiuto.

Il messaggio conteneva tali parole: “Siamo schiavi cinesi, qui ci sfruttano come animali: salvateci”. Tuttavia, solo adesso è stato trovato questo messaggio d’aiuto, nonostante la donna, Karen Wisinska,  abbia acquistato quei pantaloni ben tre anni fa. La donna dopo aver acquistato , per un difetto alla zip, ha potuto  indossarlo  solo dopo aver riparato il problema, aveva deciso di indossarli e, così, la scoperta.

Inoltre, la donna non aveva capito il messaggio, poichè era scritto in lingua cinese, ma l’unica cosa che aveva capito era la parola “SOS” scritta per ben tre volte con i puntini esclamativi. Così la donna ha subito capito che il biglietto trovato nei pantaloni non era finito li casualmente, ma si trattava di una vera e propria richiesta d’aiuto. In questo modo, la donna si è rivolta ad “Amnesty Internetional” per poter denunciare quanto accaduto.

In seguito la donna ha ricevuto la conferma dello sfruttamento e della gravità del messaggio: “Siamo detenuti nella prigione Xiangnan di Hubei, in Cina. Da molto tempo lavoriamo in carcere per produrre abbigliamento per l’esportazione. Ci fanno fare turni di 15 ore al giorno. Quello che ci sanno da mangiare è perfino peggio di quello che si darebbe ad un cane o un maiale. Siamo tenuti ai lavori forzati come animali. Chiediamo alla comunità internazionale di condannare la Cina per questo trattamento disumano”.

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