sabato , 20 ottobre 2018
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Pornostar giapponese cambia look

rina nanese elfoLa nota venticinquenne pornostar giapponese, Rina Nanase ha fatto discutere un pò tutto il mondo per la sua trasformazione. Infatti, la donna conosciuta come Rumi Kanda, ha subito diversi interventi chirurgici per poter cambiare il suo look. La ragazza ha deciso di voler “stravolgere” in tutto e per tutto i suoi lineamenti delicati, ed infatti così è stato, proprio perchè adesso è irriconoscibile. Rumi si è sottoposta ad una vasta serie di interventi chirurgici per poter “sistemare” i suoi lineamenti, in particolare il mento, che è diventato molto appuntito.

L’attrice non ha tenuto segreta la decisione del suo cambiamento, infatti per diversi mesi ha informato i followers del social network cinguettante, riguardo alle sue trasformazioni di chirurgia plastica. Tuttavia, le reazioni sono state istantanee e soprattutto negative. Di fatti, i seguaci di Twitter hanno criticato la sua trasformazione paragonandola all’elfo di Harry potter, Dobby.

Un soprannome che ormai la ragazza avrà “Per sempre”. Altri hanno criticato la ragazza, affermando di assomigliare davvero ad un alieno, per il mento così sottile ed appuntito.Ma la donna si è difesa affermando che i commentatori hanno reagito in questo modo per invidia dei risultati ottenuti dai vari interventi di chirurgia plastica ai quali si è sottoposta. Nonostante i commenti negativi e le reazioni dei twitteriani, Rumi Kanda ha deciso di rendere visibili le foto del suo nuovo look, pubblicandole su Twitter.

La ragazza, che ha girato anche diversi film hot, ha affermato che non le piaceva più il suo aspetto, poichè riteneva di avere un naso e un mento troppo grandi ed occhi piccoli, e così ha trasformato il suo look effettuando alcuni “piccoli” cambiamenti. Quindi, come avrete capito da questo articolo, non sempre conviene ricorrere alla chirurgia. Molte volte è meglio accettarsi per come siamo, anzichè stravolgere il proprio aspetto, rischiando di diventare qualcuno (o qualcosa) che non volevamo.

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