sabato , 18 agosto 2018
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Vende cervelli su ebay: viene arrestato dal suo compratore

cervelli-rubati-E’ vero che in tempo di crisi uno cerca di ingegnarsi come meglio può, ma vendere cervelli chiusi nei vasi per campare forse è troppo. Eppure, è successo nell’Indiana: il protagonista di questo macabro gesto si chiama David Charles, e lo scorso 16 dicembre aveva rubato ben 60 vasi contenenti dei campioni di cervello umano. Il furto è avvenuto nel Museo di Storia Medica dell’Indiana: un luogo che, precedentemente, era stato adibito ad una struttura psichiatrica.

I cervelli in questione erano stati estratti dai pazienti (entrati in ospedale per curare patologie psichiche) durante le autopsie tra il 1890 e il 1940. Il giovane David, convinto di poterci guadagnare, le ha messe in vendita su Ebay: in fondo, un cimelio simile può sempre essere utile ad Haloween. La sua trovata, effettivamente, ha avuto successo e un compratore ha acquistato i cervelli per 600 dollari. Tuttavia Charles ha fatto un piccolo errore: quando ha spedito i vasi, non ha nemmeno eliminato le etichette che il museo aveva apposto su ogni cervello. L’acquirente, quando ha ricevuto i vasi contententi i cervelli ha subito notato l’etichetta, ed ha subito capito da dove potesse arrivare il contenuto. Il finale è quasi scontato: l’acquirente ha informato la polizia che, in breve, ha rintracciato David Charles e lo ha ammanettato.

Il giovane, però, nel frattempo si stava già dando da fare: David stava tentando altri furti nello stesso museo. Un po’ ripetitivo e banale. E con il gusto dell’orrido. Eppure, siamo certi che Charles avrebbe fatto affari d’oro con la refurtiva rubata: non è strano, infatti, trovare acquirenti di questo tipo. Al contrario, la merce proveniente da vecchi istituti psichiatrici non incute terrore, ma solo fascino. Fortunatamente il primo (ed unico) acquirente di David si è comportato nel modo corretto, avvertendo la polizia e smascherando la truffa del giovane. La refurtiva, come è giusto che sia, è stata riconsegnata ai diretti proprietari, ovvero al Museo dell’Indiana.

 

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